ArtinFiera 2019 – Programma – Ospiti

arte

AleCavalli

Nata a Genova nel 1961, diplomata al liceo artistico Nicolò Barabino nel 1979, diplomata Restauratrice di dipinti murali, alla scuola triennale dell’Accademia Ligustica di Belle Arti, nel 1982; lavora per i successivi 25 anni, a tempo pieno, con questa specializzazione, su opere e monumenti di grande valore storico artistico, in special modo in Liguria. Con Attività didattica, pubblicazione di lavori e partecipazione a convegni.

- 25 metri di mare, Una grande tela dipinta ad acrilico, 25m.x 4m. appunto, un’opera inconsueta per le sue dimensioni e per i molteplici punti di vista che offre.

E’stata pensata e realizzata per la Biblioteca per ragazzi DeAmicis, nei grandi spazi dei Magazzini del Cotone del porto antico di Genova nel 2008; pensata come un soffitto, è stata installata in un antico teatro all’italiana, messa a ferro di cavallo; dentro un mercato ortofrutticolo dei primi del ‘900, a seguire il perimetro dello spazio.

Ora finalmente entra in natura, a ricordare che l’acqua è il nostro elemento originario, come per i pesci, nostri antenati; sentirsi come pesci fuor d’acqua, infatti! Una grande tela dipinta ad acrilico, 25 mt. appunto, un’opera inconsueta per le sue dimensioni e per i molteplici punti di vista che offre. AleCavalli 2008

www.alecavalli.it
https://www.facebook.com/alecavalli61


arte

Maurizio De Rosa

ARTE PARTECIPATA

Partendo dalla considerazione del valore sociale dell’arte, l’artista si adopera per creare dispositivi in grado di attivare la partecipazione del pubblico fruitore stimolando curiosità, esplorazione, ricerca.

L’intento è anche di creare una situazione di dialogo di relazione, di gioco, per attivare un processo d’incontro e di scoperta, alimentare lo spirito di condivisione.

2009: per partecipare ad un concorso artistico a San Sebastiano Curone

.....il desiderio era di fare una grande scultura...

Poi l'idea si è trasformata in una grande installazione. A quel punto l'azione del pubblico osservatore risultava abbastanza articolata.

Lì a SanSebastiano Curone ho incontrato Silvia Petronici che mi ha spiegato che "quella" poteva essere un'opera site specific . e da li ho cominciato a seguirla per capire meglio........

Maurizio De Rosa, nato a Monza nel 1964 inizia la sua formazione presso l'Istituto Statale d'Arte di Monza, sezione "Design per l’industria e l'ambiente". Lavora come arredatore in aziende della brianza, prosegue gli studi all’Accademia di Belle Arti di Brera (Milano) dove si diploma in decorazione sotto la guida del prof. Luca Crippa.

Nel 1988 partecipa in Accademia ad un laboratorio di sperimentazione dei materiali condotto da Bruno Munari e suoi collaboratori. Nasce un grande interesse intorno a questo metodo di sperimentazione e inizia una collaborazione presso «il giardino del futuro» di Graziella Liebermann, laboratorio di sperimentazione.Qui continua anche la sua formazione prima come allievo e poi come assistente del prof. Roberto Pittarello; prosegue l’interesse per le metodologie didattiche, e teorie pedagogiche e anche per i laboratori di Munari che segue sempre più da vicino, tanto che collabora per la realizzazione di videocassette della collana "Arte come gioco" (Metamorphosi editrice 1991) a cura di Bruno Munari.

Nel 1991 vince il 1° premio per la decorazione al Concorso "Il mondo di Oliver" per Valentino. Nel 1994 inizia una collaborazione con la Società Umanitaria di Milano per la conduzione di laboratori creativi in occasione della mostra di B. Munari: «Adulti e Bambini in zone inesplorate». Nel 1996, con alcuni compagni di studi, apre la sede a Milano de «Il calesse volante» un’associazione con lo scopo di favorire la diffusione e la comprensione del fare artistico.

Dal 1989 cura e conduce laboratori d’arte e creatività, per bambini e per adulti. Nel 2008 costituisce una società a Milano, "la casetta di via cirillo", un laboratorio stabile. Un luogo dove oltre ai laboratori didattici creativi per bambini e adulti si propongono incontri con artigiani e artisti. 

Nel 2013 inizia una collaborazione come docente integrativo presso l'Università degli Studi di Milano Bicocca, per la conduzione di laboratori di educazione all'immagine e modellazione dell'argilla 

https://www.maurizioderosa.it/


Arte

Fabrizio Roccatello

Essere pesci fuor d'acqua oggi rappresenta il prendersi carico della propria diversità e portarla avanti con gioia e colore.
Il bambino col suo terzo occhio giudicante, guarda con complicità un cambiamento dove il pesce fuor d'acqua nuoti libero in un mare condiviso.


Video arte

L'ACQUA DEGLI ALTRI È SEMPRE PIÙ BUONA

  1. Massimo Zambiasi Water is life 2013 - min. 2'13''
  2. Mimma Gini  Mare morto 2013 - min. 3'30''
  3. Cristiano Baricelli Acque Nere 2014- min. 04':06''
  4. Marco Saroldi Venus in oil 2012  - min. 1'
  5. Mimma Gini Mare insaguinato 2013- min. 7'
  6. Roberto Più e Giancarlo Drago Piove 2014 - min. 4'
  7. Giancarlo Drago e Verena Baumann Singing pictures 2012  - min. 4'
  8. Roberto Rossini Consciousness 2014 - min. 4'
  9. Simone Durante&Rosita Mariani Acquari 2013 – min. 13'08''
  10.  Philippe Buttet Blu hole art 2014 -min. 4''
  11.  Bruna Chiarle  Datemi da Bere. L'amore non esiste in natura! .2014.- min. 1'24''
  12.  Gianluca Sturmann No Cars Go 2014 - min. 1'
  13.  Fabio Moro Il sogno di una goccia 2014- min. 1'30''
  14.  Rossana Gotelli Ricordi d'acqua 2014 - min. 2''
  15.  Maurizio Loi Pesci del mediterraneo 2004 – min. 1'
  16.  Giovanotti Mondani Meccanici  Movimenti sul fondo 1986 – min. 20’
  17.  Emanuele Magri Valeria Magli Metamorphosi 1991  - min. 4'
  18.  Francesca Biasetton Il partito preso delle cose 2014 – min. 4'30''
  19.  Roberto Aloi e Gianfranco Pangrazio Claudia Monti Trasparenza 1986  - min. 7'35''
  20.  Marina Rizzelli Marina e i suoi lavandini 2014 - min. 3'30''
  21.  Antonio Caporilli Non uno di meno 2012 -min. 4'
  22.  Stefano Stiglich La Ressurrezione 2004- min. 6'30''
  23.  Marcella Sabatini Acqua  min. 3'30''
  24.  Lisa Marcomini Tempo …! 2013 – min. 2'
  25.  Giancarlo Drago e Verena Baumann Singing pictures 2012 - min. 4'
  26.  Lu Tiberi Tevere e  Narciso  2013 – min.14'
  27.  Elena Arromando  Via di qui 2012 – min. 2'
  28.  Claudio Lugo io vivere vorrei addormentato – min. 10’

Musica

Paolo Sereno

Paolo Sereno: La chitarra viene suonata nella sua interezza e utilizzata anche in modo percussivo al fine di racchiudere in un unico arrangiamento la melodia, l’accompagnamento armonico e il set percussivo con risultati di alto livello stilistico e di coinvolgimento emotivo della platea.

Nel 2017 è invitato per un tour in Colombia  invitato ad esibirsi a Bogotà e anche alla quarta edizione del Festival internazionale di Cartagena de Indias. 

Dal 2011 al 2014 si esibisce all’estero, invitato due volte  al festival di Shanghai  come pure alla fiera della musica di Shanghai, compie un tour di dieci concerti in Olanda, suona al Festival di chitarra a Singapore e a  Banja Luka in Bosnia ed ospite dell’ambasciatore italiano suona a Sarajevo per il mese della cultura italiana. Viene invitato in Austria da Thomas Leeb per le masterclass austriache e compie un tour di un mese in Asia ritornando a Singapore e suonando in altre città: Kuala Lumpur, Taipei e Tainan, Hong Kong, Pechino e Xian.

E' stato ospite dei  festival chitarristici italiani più  importanti come Sarzana e Soave, San Severino Blues festival, Convention ADGPA, Dadi guitar festival, Ferentino Acustica etc. Dal 2017 è endorser per SalvadorCortez e collabora dal 2016 con MusicOff con video lezioni di chitarra e con la rivista americana "Fingerstyle Journal".  E' direttore artistico del ParmaReggioGuitarFest e del ParmaGuitarClub ed ideatore dello spettacolo The Movie Concert per chitarra e videomontaggi creativi da film di successo.


Musica

Suono Vivo

Massimiliano Alloisio (chitarrista classico e musicologo) e Loris Stefanuto (percussionista docente del Conservatorio di Mantova) propone musiche di ambientazione ispano latina (Barrios, Lauro, Piazzolla, Pixinguinha, Villalobos, Nazareth, Pernambuco) classica e contemporanea (Sanz, Dyens, Colonna), spaziando attraverso il repertorio flamenco tradizionale  e attuale (Lorenzo, Sanlucar, V. Amigo, P. de Lucia), sfociando in una vena compositiva originale rappresentata da brani inediti.


Impegno sociale

Maurizio Tranquilli - YOUAID

La Rete Solidale YouAid è una realtà no profit che dal 2006 promuove e sviluppa progetti di cooperazione dal basso in Africa, lavorando assieme alle comunità rurali.

YouAid si compone di soli volontari e si basa su un'equazione:​
BI x C x BV = RC
Buona Idea x Condivisione x Buona Volontà = Risultato Concreto

Fondata da Michele Tranquilli a 17 anni, la Rete Solidale YouAid ha realizzato una decina di progetto in Tanzania, specialmente nella regione di Iringa, e dal 2017 è impegnata anche in Congo.   

Da sempre, i punti cardine sono:

  • lavorare assieme alle comunità, e non per loro
  • le idee dei progetti nascono sempre dagli abitanti, noi impariamo ad ascoltarli
  • siamo sempre a fianco degli abitanti a lavorare con le mani su ogni singolo progetto, dalla posa della prima pietra
  • il 100 % dei fondi raccolti è destinato ai progetti e ai costi vivi, senza sprechi. 

https://www.youaid.it/


Impegno sociale

4x4 - misure in libertà

4x4 metri sono le misure di una cella dove spesso convivono due persone per mesi, anni.

Uno spazio ristretto, compresso; in contrasto con la densità dell'esperienza della detenzione. Esperienza che vede limitato il campo della progettualità individuale, oltre che quello del movimento nello spazio.

Ci appropriamo di questa misura per trasformarla in potenziale creativo con l'obiettivo di abbattere simbolicamente i muri e trasformarti in ponti; ponti immaginari che favoriscano la contaminazione, lo scambio e il dialogo tra soggetti che altrimenti non si incontrerebbero, ponti che promuovano la cura delle relazioni con lo scopo di ampliare le opportunità di inclusione sociale.

Con questo presupposto invitiamo 6 artisti e artiste a creare la loro opera su una superfice di 4x4 mt, confrontandosi e dialogando con persone e spazi ristretti.

Invitiamo gli artisti e le artiste a dipingere la loro opera utilizzando come supporto il pvc, che successivamente verrà tagliato e trasformato in borse ed altri oggetti dalle donne coinvolte nei laboratori di Creazioni al Fresco.

Creazioni al Fresco (a cura dell'Associazione di promozione sociale Sc'Art! Genova) è un progetto che nasce nel 2011; rivolto a donne detenute (presso la Casa Circondariale di Genova Pontedecimo), donne in misura alternativa alla detenzione e a donne libere, con alle spalle un trascorso di detenzione.

Gestiamo tre laboratori (uno presso la sezione femminile di Pontedecimo. uno presso il Circolo Arci Barabini di T rasta ed uno presso i locali di Amiu Ge di Vico Angeli 21) all'interno dei quali produciamo borse e oggetti realizzati riciclando striscioni in pvc dismessi e tela di ombrelli rotti.

Tra gli obiettivi del progetto: promuovere, favorire e trasmettere abilità e competenze personali, valorizzando la creatività come strumento di comunicazione e scambio; inoltre, costruire e veicolare opportunità lavorative come occasione e potenzialità per ripensare il futuro, contribuendo attivamente ad un percorso di inclusione sociale.

Attorno al progetto abbiamo creato nel tempo una rete variegata di soggetti che collaborano e sostengono in forme diverse il nostro lavoro, nella convinzione che lo scambio e la contaminazione a più livelli sia necessaria al processo di ricostruzione e di inclusione sociale.


Cultura

Libreria Popolare di via Tadino

La Libreria Popolare di via Tadino ha una lunga storia.

All'origine è stata la libreria della “Nuova Corsia Dei Servi”, costituita in forma cooperativa nel 1974 per impulso di Mario Cuminetti e Lucia Pigni Maccia, padre Camillo De Piaz, padre Davide Maria Turoldo e con l’importante contributo di alcuni dirigenti della CISL di Milano.

Per oltre un ventennio ha contribuito ad animare la vita culturale milanese promuovendo momenti di confronto e studio su vari argomenti letterari, religiosi, politici e sociali diventando un punto di riferimento per la città.

Nel '92 la Nuova Corsia ritornò nella sede originaria presso il convento di S.Carlo, mentre la Libreria Tadino è rimasta sede del “Gruppo carcere “Mario Cuminetti” una associazione di volontari, che oggi conta alcune decine di persone e che da alcuni anni anima momenti di socializzazione e formazione nelle carceri.

Dopo la morte dei fondatori la libreria è stata rilevata dalla CISL e gestita da Renato Mele fino al suo pensionamento.

Dall'autunno 2009, la Cisl ha ceduto la libreria agli attuali librai, impegnati a mantenere viva la sua tradizione di libreria indipendente e spazio aperto alla circolazione delle idee, al dialogo e al confronto, attraverso una scelta accurata e qualificate dei libri presenti sugli scaffali e i numerosi incontri con presentazioni di libri, letture, seminari.

Libreria Popolare di via Tadino Soc. Coop.S.r.l.
Via A.Tadino,18 - 20124 Milano  -  Tel.02 2951 3268
info@libreriapopolare.it - facebook: Libreria Popolare Via Tadino

Libreria aderente alla Associazione LIM _ Librerie Indipendenti Milano


Cultura - incontro con l'autore

Antonio Zoppetti

Negli ultimi 30 anni le parole inglesi entrate nel nostro dizionario sono più che raddoppiate, hanno scalzato il secolare primato storico del francese, e oggi il numero degli anglicismi è superiore a quello di tutti gli altri forestierismi messi assieme. Nel mondo del lavoro le professioni e la terminologia sono in inglese, la nostra lingua è sempre meno in grado di esprimersi nell’informatica, nella scienza e nei linguaggi di settore, dall’economia allo sport. L’abuso dell’inglese tracima sempre più anche nel linguaggio mediatico, pubblicitario, politico e in quello di tutti i giorni. Tra i manager e gli account, tra le password e il wireless (ma la tecnologia senza fili è un’invenzione di Marconi), tra il jobs act e il navigator, tra le limited edition e il customer care, tra la green economy e il gluten free siamo sepolti da anglicismi non sempre trasparentie comprensibili a tutti. La commedia (di Dante) ritorna come comedy nei palinsesti televisivi, la pallacanestro è diventata basket (ma in inglese sarebbe basketball), i dispositivi device, gli spacciatori pusher, gli assassini killer... stiamo abbandonando il nostro lessico nella falsa convinzione di essere moderni e internazionali. Ma non è così. Parole come computer o mouse sono spacciate per internazionalismi “necessari” anche se sono tradotte in Francia, Spagna, Portogallo e nella maggior parte delle altre lingue. Persino la Svizzera ci dà lezioni di italiano, visto che nel Canton Ticino conctactless si dice senza contatto, e in parlamento il question time si chiama molto semplicemente l’ora delle domande.Per essere internazionali dovremmo abbandonare la nostra lingua e aderire al monolinguismo basato sull’inglese imposto dalla globalizzazione? O forse dovremmo guardare a ciò che accade all’estero dove il patrimonio linguistico è considerato un valore da tutelare e promuovere?

Antonio Zoppetti è in prima linea da anni in una battaglia culturale contro l’abuso dell’inglese attraverso i suoi siti in Rete e i suoi libri. Con Diciamolo in italiano. Gli abusi dell’inglese nel lessico dell’Italia e incolla (Hoepli 2017) ha denunciato, statistiche alla mano, l’anglicizzazione della nostra lingua che per troppo tempo era stata negata dai linguisti.

L’etichettario. Dizionario di alternative a 1.800 parole inglesi (Franco Cesati 2018) si propone di far circolare le parole italiane che rischiano di essere dimenticate davanti a quelle inglesi che suonano più di moda.


Cultura - incontro con l'autore

Alberto Schiavone

Alberto Schiavone. Nel 2005 si laurea al DAMS di Bologna con una tesi di Psicologia dell'Arte su Adolf Wolfli[1].Nel 2009 è il suo esordio con La mischia (Cult editore), che viene inserito da Gianni Mura ne "I cento nomi dell'anno"[2] su La Repubblica.Ha svolto per circa dieci anni la professione di libraio, esperienza su cui si basa il suo romanzo del 2012, La libreria dell'armadillo (Rizzoli). Del 2014 è il suo terzo romanzo, Nessuna carezza (Baldini & Castoldi).Sempre nel 2014 sceneggia il fumetto Belushi. In missione per conto di dio (Edizioni BD), tradotto anche negli USA da OnePieceBooks.Nel marzo 2017 pubblica con Guanda Ogni spazio felice aggiudicandosi il Premio Fiesole Narrativa Under 40.Del gennaio 2019 è il romanzo Dolcissima abitudine per Guanda.Attualmente vive a Milano e lavora per Giangiacomo Feltrinelli Editore.

Dolcissima abitudine

Torino, 2006. Piera Cavallero, sessantaquattro anni, sta partecipando al funerale del suo ultimo cliente. Per gran parte della sua vita, infatti, Piera è stata Rosa, una prostituta. Nel corso di quella vita ha avuto tutto e niente. Ha avuto soldi, quanti ne bastano per costruire un piccolo impero personale. E ha avuto un figlio, che però non l'ha mai conosciuta. Lei negli anni suo figlio non l'ha mai perso di vista, seguendolo e proteggendolo senza che lui ne sapesse niente. Ora, giunta alla fine della sua onorata carriera, sente che è arrivato il momento di chiudere i conti con il passato. Un passato che affonda le radici nei primi anni Cinquanta, quando, nella Torino in espansione del dopoguerra, Rosa inizia il mestiere in casa con sua madre. Seguiamo le sue vicende e la sua caparbia evoluzione: gli uomini che incontra, le cadute, la solitudine, i pochi amici e i clienti che l’hanno accompagnata nel tempo. La storia di Rosa, ispirata a figure e ad ambienti reali, si mischia con maestria con la storia del Novecento italiano, per arrivare fino ai giorni nostri.

Ogni spazio felice

Ada e Amedeo sono sposati da oltre vent'anni, hannoavuto una vita piena e due figli, Sonia e Alex. Ma ilmeccanismo di questa famiglia si è inceppato e Adanon è riuscita ad assorbire l'impatto di un colpo chel'ha distrutta. Era una professoressa stimata, unamoglie attenta, una madre premurosa, ora, invece, sirifugia nell'alcol. Amedeo la ama ancora, ma nonriesce a infrangere la barriera di dolore che si è issatatra loro. Hanno chiuso fuori il mondo, gli amici, la vita.Solo Sonia riesce a regalare ai genitori ancora qualchemomento di normalità. Questo fragile equilibrio è peròdestinato a subire un nuovo assalto dalla sorte: Sonia èincinta, ed è stata abbandonata dal padre delbambino. A questo punto il corpo già debole di Adacede. Ma proprio quando tutto sembra perduto siaffaccia un'occasione di riscatto. Ada trova la forza direagire, forse come non le succedeva da tempo, equesta volta vuole combattere per salvare la sua famiglia.


Spettacolo

Compagnia Retrò

Compagnia Retrò Si chiama "retrò" perché legata alle tradizioni culturali del suo territorio e perché tutto o quasi lo fa da sé, "come una volta"; il meglio possibile, con il minimo indispensabile.